"La Fondazione Scienza e Tecnica, istituita nel 1987 da Comune di Firenze, Regione Toscana e Provincia di Firenze per conservare e valorizzare il patrimonio storico-scientifico dell'antico Istituto Tecnico Toscano, ci risulta trovarsi oggi in una condizione di vuoto di vertice prolungato: il Direttore ha dato le dimissioni nel 2015 e non ci risulta essere stato sostituito. Non solo: la Presidente avrebbe già compiuto due mandati e se non potesse svolgere il terzo - come fa intuire lo statuto - si definirebbe un vuoto al vertice importante". Così Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune, che approfondisce:
"Il Comune di Firenze, che siede nel Consiglio di Amministrazione, non ha provveduto alle nomine necessarie? Perché?Non è solo un tema di forme: dai bilanci leggiamo che il bilancio ha registrato il suo primo disavanzo economico da anni, seppur lieve.Pochi giorni dopo aver sollevato in Commissione la questione della Fondazione Museo Stibbert — dove abbiamo documentato l'assenza di una convenzione con il Comune per la gestione del patrimonio immobiliare pubblico e una forma societaria che non pensiamo sia compatibile con le norme sul Terzo Settore — emerge un'altra situazione critica.Due fondazioni, due storie diverse, un denominatore comune: il Comune di Firenze non sembra esercitare il ruolo di socio fondatore e di presidio istituzionale che gli compete.Non si tratta di un rallentamento burocratico: senza una Presidente e un Direttore regolarmente in carica, la Fondazione non può assumere decisioni strategiche in modo giuridicamente valido, non può partecipare a bandi in piena autonomia, non può negoziare convenzioni né rinnovare rapporti contrattuali con i propri partner.I dati di bilancio confermano il deterioramento: i proventi complessivi sono scesi da 338.000 euro nel 2022 a 243.000 euro nel 2024, con il primo disavanzo d'esercizio registrato nella storia recente dell'istituzione (-1.282 euro nel 2024).
I proventi propri da biglietteria restano bassi — 586 euro dalla Firenze Card nell'intero 2024 — a fronte di collezioni di straordinario valore storico-scientifico e di un Planetario digitale che potrebbe attrarre molto più pubblico. Nel patrimonio vediamo figurare ancora oltre 483.000 euro di crediti verso il Ministero della Cultura per contributi degli anni 1993–2006 mai incassati: una posta nominale che non dovrebbe essere conteggiata come risorsa reale.A ciò si aggiunge un'anomalia di governance documentata: lo Statuto pubblicato sul sito istituzionale risale al 1987 e prevede un Consiglio di Amministrazione di 9 membri con il Presidente della Giunta Regionale.
Il Regolamento Museale aggiornato nel 2022 ne prevede invece 8, eliminando la Regione Toscana. Questa discrasia è mai stata regolarizzata con una formale revisione statutaria?Dopo il caso Stibbert, non possiamo ignorare che il problema non è isolato. Stiamo scoprendo un pattern: il Comune di Firenze è co-fondatore di istituzioni culturali rilevanti, ne ha la responsabilità di indirizzo e controllo, ma ci sembra essere in un contesto di inerzia amministrativa. Nel caso della Fondazione Scienza e Tecnica, il vuoto istituzionale ai vertici dura da anni.
La struttura tecnica sta tenendo in piedi un'attività culturale di qualità — laboratori scolastici, Planetario, collaborazioni con CNR e INAF — nonostante l'assenza di una guida formale. Ma questo non può continuare indefinitamente.Come gruppo consiliare chiediamo all'Amministrazione comunale di rispondere con urgenza a precise domande:È vacante e da quanto la carica di Presidente della Fondazione Scienza e Tecnica? Perché il Comune non ha ancora attivato il procedimento di rinnovo? Perché non c'è una nuova figura di Direttore o Direttrice?Esiste una convenzione aggiornata che regoli i rapporti tra il Comune e la Fondazione? In caso contrario, quando verrà stipulata?Come si intende affrontare il trend di riduzione delle entrate e il primo disavanzo del 2024?È previsto un aggiornamento dello Statuto della Fondazione, fermo al 1987, per allinearlo alla realtà istituzionale e normativa attuale?Le fondazioni culturali fiorentine non sono accessori del tessuto istituzionale: sono presidi di cultura pubblica che custodiscono patrimoni unici, spesso irripetibili.
Meritano governance seria, non abbandono silenzioso", chiude Palagi.